La filigrana (o
filograna) è un genere di lavorazione dell'oro e dell'argento basata
sull'intreccio e sulla saldatura, nei punti di collegamento, di sottili fili
di metallo ritorto, o lamine, sagomati o spiralizzati per la formazione di
arabeschi e disegni in genere disposti simmetricamente.

La sua evoluzione artigianale risale presumibilmente all'artigianato greco. Partendo dal 2000/2500 a.C., la filigrana trova una definitiva tecnica di lavorazione presso gli Etruschi, in modo particolare con decorazioni di lamine in forma di fiori o profili geometrici inseriti simmetricamente, spirali ecc, specie nell'oreficeria religiosa, greca ed etrusca in un primo tempo, romana, barbara e musulmana successivamente.
Non si conosce con precisione, però, ne la sua distribuzione geografica nelle zone sotto 1'influenza di quelle civiltà, ne la cronologia di sviluppo e di durata relative. Per quanto riguarda Pescocostanzo, vi sono da segnalare interessanti monili in argento con motivi filigranati, rinvenuti durante gli scavi archeologici in località Colle Riina, dopo l'apertura delle tre tombe longobarde rimaste intatte, i quali potrebbero offrire spunto a nuove ipotesi sull'importazione locale del tipo di lavorazione. Dopo una decadenza ( o fase poco documentata) di circa due secoli, la filigrana ha recuperato popolarità verso il XVI - XVII secolo a Genova e a Venezia (e forse Milano), per esplodere in realizzazioni folcloristiche verso il XIX secolo presso le popolazioni dell'Europa centrale e in Spagna. Dall'Italia settentrionale essa è stata sicuramente esportata nel meridione, passando probabilmente per Napoli o Sulmona prima di arrivare a Pescostanzo. Si dovrebbe parlare di riesportazione, fermo restando il periodo di decadenza, nel caso in cui gli interrogativi suscitati dal ritrovamento a Colle Riina avessero qualche fondamento. In ogni caso, il primo riferimento all'attività orafa da parte del catasto generale del comune di Pescocostanzo risale all'anno 1748, nominativamente, e coincide col superamento di una fase critica dell'economia locale.
Di orafi in epoche
precedenti ogni notizia è vaga. Caratteristica della filigrana tradizionale
sono la lavorazione e la saldatura a mano, le quali, come si verifica per il
tombolo eseguito con cuscino e fuselli anzichè a macchina, conferiscono al
prodotto una morbidezza e un respiro inimitabili; tuttavia, non essendo
facile di- stinguere a prima vista la fattura industriale (fusione) da
quella artigiana (saldatura a mano) è opportuno informarsi sulla tecnica di
lavorazione di un oggetto prima dell'acquisto. Rientrano nella tradizione
anche figure o simboli ottenuti con
placchette
sagomate in oro assiemati per mezzo di spiraline o altri motivi filigranati.
Un esempio tipico è la "presentosa", spilla filigranata in oro, in fase di
rilancio da parte dell'oreficeria locale nelle varie versioni fin qui
elaborate. Nella tradizione rientrano ancora: "la cannatora", collana
girocollo consistente in un'infilata di "vacura" in lamina stampata a sbalzo
(semplice oppure arricchita con grani in oro detti "prescine"), di cui
esiste anche una versione moderna; le "cecquaje", in genere orecchini e
spille (di origine turca), lavorati a traforo (impreziositi a volte con
pietre, cammei, corallo ecc.), riproducenti oggetti, figure o amuleti di
ispirazione apotropaica; altre varie lavorazioni (ricorrendo anche alla cera
persa), tra le quali gli "attacci" per sorreggere il filo di lana di pecora
utilizzato per ricavare calze e maglie. L'uso dell'oro nella lavorazione di
monili destinati all' abbigliamento e alla commemorazione è legato
all'importanza che esso assume sin dall'antichità nel culto del suo potere
magico o divino e della sua durevolezza. Nessuna meraviglia, quindi, che il
suo culto abbia trasmigrato da aztechi, cinesi, egizi e greci alla nostra
penisola e, progressivamente, alle sperdute lande degli Altopiani, quasi
sicuramente per il tramite dei maestri lombardi. Salvo nuove scoperte.
Nessuna meraviglia, ancora, che un centro evoluto come Pescocostanzo ne
abbia fatto tesoro raggiungendo nel campo livelli di tutto riguardo. Vi sono
nomi di orafi famosi nel passato, forse insuperabili, a cominciare dai Del
Monaco, Falconio, Del Sole, Pitassi, ecc.,